{"id":597,"date":"2021-02-21T10:07:10","date_gmt":"2021-02-21T09:07:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/?p=597"},"modified":"2021-02-21T10:07:13","modified_gmt":"2021-02-21T09:07:13","slug":"non-sostare-davanti-al-cancello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/non-sostare-davanti-al-cancello\/","title":{"rendered":"\u201cNon sostare davanti al cancello.\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\">Come quasi ogni mattina, a partire dall\u201911 gennaio del nuovo anno, la sveglia suona stridente e fastidiosa. Il rituale \u00e8 sempre uguale: un\u2019inerzia congenita che mi porta lentamente e svogliatamente ad alzarmi dal letto. Da allora, un peso gastrico, altrimenti detto magone, ha deciso di continuare a farmi dolce compagnia. Non so come comunicargli la scarsa simpatia nei suoi confronti, ma prima o poi ci riuscir\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Con questo compagno, dopo le rituali azioni mattutine, mi trascino fino a quel cancello. Su di esso un foglio recita: \u201cNon sostare davanti al cancello\u201d ed io, come inebetita, continuo a fissarlo sorpresa, l\u00ec ferma, disattendendo la richiesta, in attesa di suonare per entrare. Cosa mi trattiene? La sensazione di deserto, il silenzio, l\u2019assenza umana e l\u2019atavico timore di aver sbagliato giorno, orario, luogo. Ci sarebbero tutti gli indizi. Ma il clac arriva inesorabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">I padiglioni, le aiuole, gli alberi, l\u2019erbaccia, il <em>fil rouge<\/em> sono sempre l\u00ec, ma manca la vita. Perfino la gatta di scuola ha deciso di traslocare. Se manca lei, vuol dire che scarseggiano cibo e coccole. Poi i passi con i tacchi che rimbombano nel vuoto ed io sempre in compagnia dell\u2019indesiderato amico che cerca di espandersi, d\u2019impossessarsi di me. E ancora corridoi vuoti, aule chiuse, suoni ovattati. Il silenzio \u00e8 l\u2019elemento pi\u00f9 assordante all\u2019interno di un edificio scolastico. Come in un triller, per\u00f2, arriva l\u2019elemento sorpresa che ti fa saltare il cuore: all\u2019ingresso la voce squillante di Massimo, il dolce sorriso di Angelina e la volitivit\u00e0 prorompente di Annamaria, sprazzi di energia come forme iniziatiche verso questo insolito percorso. Ti accorgi che tutto \u00e8 a scartamento ridotto, un lacerto di vita, una percentuale ridotta di esistenza che pure, per fortuna, c\u2019\u00e8. E poi arrivano a singhiozzo, tra una DAD e l\u2019altra, le aule con alunni in carne ed ossa e ti sorprendi a riscoprire l\u2019ironia intrinseca e scherzosa della voce di Fulvio, gli occhi vivaci di Abirami, l\u2019espressione sorniona di Kian, la timidezza, satura di personalit\u00e0, di Rebecca, lo sguardo languido e consapevole di Julienne, il braccio perennemente alzato di Lavinia e il tergiversare di Giovanni, energie salvifiche da cui trarre resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">E poi ancora uno schermo, un diaframma separatore che contiene in s\u00e9, magicamente, tante realt\u00e0, che si possono assaporare superficialmente, che, come una macchina di terapia intensiva, ti trattengono alla vita in attesa della sospirata guarigione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">E di nuovo, fugaci apparizioni di colleghi con parole espresse all\u2019interno di un imbuto bianco. E a questi lazzi di energia, mi attacco come un vampiro a succhiare un filo di resistenza alla vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Il mio amico magone, cos\u00ec pian piano mi lascia in pace, salvo venirmi a ritrovare la mattina seguente!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong>FaTima GiorDano<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come quasi ogni mattina, a partire dall\u201911 gennaio del nuovo anno, la sveglia suona stridente e fastidiosa. Il rituale \u00e8 sempre uguale: un\u2019inerzia congenita che mi porta lentamente e svogliatamente ad alzarmi dal letto. 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