{"id":614,"date":"2021-02-28T06:43:57","date_gmt":"2021-02-28T05:43:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/?p=614"},"modified":"2021-02-28T06:47:19","modified_gmt":"2021-02-28T05:47:19","slug":"gli-unici-limiti-profondi-sono-quelli-che-noi-imponiamo-su-noi-stessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/gli-unici-limiti-profondi-sono-quelli-che-noi-imponiamo-su-noi-stessi\/","title":{"rendered":"\u201cGli unici limiti profondi sono quelli che noi imponiamo su noi stessi\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\">Nel 2019, attraversavo l\u2019Arsenale della Biennale di Venezia con una carissima amica. Come due anime profondamente unite, ci siamo lasciate trasportare istintivamente all\u2019interno del percorso, allontanandoci e poi ritrovandoci inevitabilmente. Il nostro \u00e8 stato un viaggio intenso, che ha toccato tante corde, dalle pi\u00f9 profonde a quelle pi\u00f9 superficiali, ma sempre con un substrato di reciprocit\u00e0 e sincerit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Nell\u2019arco di quella giornata, molte sono state le separazioni e le riunioni ed una di quest\u2019ultime \u00e8 avvenuta dinnanzi alle fotografie di un\u2019artista visuale: <a href=\"http:\/\/www.martinegutierrez.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" title=\"Martine Gutierrez\"><em><strong>Martine<\/strong><\/em> <em><strong>Gutierrez<\/strong><\/em><\/a>. Ci\u00f2 che mi ha trattenuto, piuttosto a lungo, davanti ad esse \u00e8 stato un senso di straniamento. Come se qualcosa mi trasportasse fuori strada, verso un sentiero nuovo, anche se non completamente sconosciuto. Le immagini apparivano perfettamente costruite, ma, allo stesso tempo, palesemente manipolate. Ed \u00e8 proprio la manipolazione il tema centrale, finalizzata alla ricerca dell\u2019identit\u00e0 personale e anche collettiva. L\u2019artista visuale transgender \u00e8 la protagonista assoluta, lavora prevalentemente su se stessa, sull\u2019ambiente e sulle relazioni poich\u00e9 ha come scopo l\u2019indurre lo spettatore a mettere in discussione i propri schemi mentali di percezione della realt\u00e0. Essi sono prevalentemente basati su dicotomie rigide che fanno catalogare il mondo in base a dualismi semplificativi come, maschio-femmina, buono-cattivo, ragione-fantasia etc. Ma la realt\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 complessa ed eterogenea e l\u2019artista ci guida attraverso il superamento di questi limiti mentali auto-imposti. Ci vuole abituare a mettere in discussione per poi approdare ad una identit\u00e0 genuina e sincera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Oltre a se stessa, si aiuta facendo uso anche dei manichini che portano lo spettatore a riflettere e ad andare oltre l\u2019apparenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Anche gli ambienti assolvono alla stessa funzione. Ci\u00f2 che ricostruisce \u00e8 un mondo da set cinematografico, artefatto, palesemente finto, tanto da creare nello spettatore un senso di claustrofobia malinconica che lo induce a fuggire, scappare per liberarsene. Si percepisce chiaramente una soffocante ed inequivocabile pressione delle convenzioni sociali. Trovandosi costretti in questo mondo artificiale, si \u00e8 portati ad evadere e a percepire, finalmente, la realt\u00e0 come pi\u00f9 complessa e variegata. La caricatura (l\u2019alterazione- esagerazione) di una finzione, pertanto, induce alla riflessione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Il fine ultimo \u00e8 la libert\u00e0 di percezione e di pensiero che conduce alla genuinit\u00e0 dell\u2019essere. La Gutierrez \u00e8 una donna pragmatica ed ha capito di essere l&#8217;argomento pi\u00f9 conveniente con cui lavorare sia per le proprie scelte personali, sia anche per le origini guatemalteche (oggi vive ed opera a New York). Al posto dell&#8217;archetipo tradizionale della donna bianca, bionda, con gli occhi azzurri, inserisce se stessa &#8211; la sua narrativa, il suo corpo per superare quella mancanza di visibilit\u00e0 per persone come lei provenienti da una comunit\u00e0 meticcia. Usa diverse forme artistiche, ma le pi\u00f9 comuni sono le fotografie ed i video. La Gutierrez, in genere, scatta utilizzando un treppiede con un timer e un telecomando tanto piccolo da potersi nascondere all&#8217;interno dell\u2019immagine. Di solito lo fa cadere a terra o addirittura lo tiene in bocca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Diverse sono state le serie a cui si \u00e8 dedicata:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Real dolls<\/em> <em>(2013), <\/em>fotografie di piccolo formato a colori. L\u2019artista gioca il ruolo di una bambola sexy. I luoghi sono ambienti comuni, ma le donne sono inconsuete, sensuali, provocanti. La protagonista diventa una bambola, un alter ego dell\u2019essere umano, mostrandone quindi l\u2019aspetto della solitudine, nella chiusura delle mura domestiche e relegata ad un ruolo stereotipato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Line Ups (2014)<\/em>, che \u00e8 tutta giocata sull\u2019eleganza. Tutto \u00e8 pregiato e ricco. I manichini sono abbigliati in maniera elegante. Il lusso viene palesemente ostentato poich\u00e9 intende rimandare ad una ricchezza che in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8. Alla vita creata a tavolino delle attrici hollywoodiane, delle pop star e delle top model. Tutto \u00e8 ricreato per mettere in risalto solo alcuni aspetti della femminilit\u00e0 quali il fascino, la seduzione, la sensualit\u00e0. E questi aspetti portano alla stereotipizzazione delle donne. Emergono, inoltre, alcune preferenze dell\u2019artista per la moda, il cinema, la pubblicit\u00e0 degli anni Cinquanta, le Barbie, la musica delle Spice girls.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Girlfriends (2014)<\/em>, gioca, al contrario di Line Ups, su scene familiari in cui donne comuni sono riprese nelle attivit\u00e0 quotidiane per indagare nella relazione tra donne. Gli scatti sono di piccolo formato ed in bianco e nero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Indigenous women (2018)<\/em>. S\u2019ispira a divinit\u00e0 azteche precoloniali, in particolare impersona Tlazolteotl (dea della lussuria), Xochiquetzal (dea della bellezza) e Chin (divinit\u00e0 maschile associata all\u2019omosessualit\u00e0). Un quartetto di ritratti dai colori vivaci, omaggio ai volti di frutta e verdura del pittore italiano del XVI secolo Giuseppe Arcimboldo. Ma guardando queste immagini, viene inevitabilmente in mente un&#8217;altra pittrice: Frida Kahlo, che si \u00e8 reinventata senza sosta come donna orgogliosamente indigena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Body en Thrall (2019). <\/em>Simula una rivista di moda immaginaria con centoquarantasei pagine di moda simili a quelle di Vogue e con il carattere grafico ispirato alla pop art di Andy Warhol. Oltre a posare, ha anche scattato ogni foto, disegnato ogni vestito e disegnato tutti i layout. Tiene gli uomini fuori dal quadro: essi appaiono parzialmente; per esempio, si vede solo una gamba di pantaloni, aspetto che riprende dalle fotografie di Helmut Newton e gli abiti sono ispirati a Yves Saint Laurent. Rientra anche la campagna pubblicitaria del profumo Obsession di Calvin Klein e vi \u00e8 una foto in cui la Gutierrez fa il broncio davanti alla telecamera in un bikini bianco, sostenendo nel pezzo di sopra due met\u00e0 di un melone al posto del seno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Ci\u00f2 che vuole esprimere \u00e8 sempre e unicamente la genuinit\u00e0 a cui arriva attraverso i travestimenti e le messe in scena a mo\u2019 di pubblicit\u00e0 o quinte cinematografiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong>FaTima GiorDano<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Real-dolls-2013-1.jpg\"><img class=\" wp-image-605 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Real-dolls-2013-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"662\" height=\"442\" 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Ups, 2014 (foto dal web)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Girlfriends-2014-1.jpg\"><img width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Girlfriends-2014-1-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-608\" srcset=\"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Girlfriends-2014-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Girlfriends-2014-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Girlfriends-2014-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Girlfriends-2014-1.jpg 1100w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Martine Gutierrez, Girlfriends , 2014 (foto dal web)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Girlfriens-2014-2.jpg\"><img width=\"640\" height=\"427\" src=\"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Girlfriens-2014-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-609\" srcset=\"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Girlfriens-2014-2.jpg 640w, https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Girlfriens-2014-2-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption>Martine Gutierrez, Girlfriends , 2014 (foto dal web)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Indigenous-women-volti-con-frutta-2018-2.jpg\"><img width=\"1024\" height=\"576\" 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href=\"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Demons-Xochiquetzal-\u2018Flower-Quetzal-Feather-p95.jpg\"><img width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Demons-Xochiquetzal-\u2018Flower-Quetzal-Feather-p95-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-611\" srcset=\"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Demons-Xochiquetzal-\u2018Flower-Quetzal-Feather-p95-819x1024.jpg 819w, https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Demons-Xochiquetzal-\u2018Flower-Quetzal-Feather-p95-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Demons-Xochiquetzal-\u2018Flower-Quetzal-Feather-p95-768x961.jpg 768w, https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Demons-Xochiquetzal-\u2018Flower-Quetzal-Feather-p95-1228x1536.jpg 1228w, 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web)<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2019, attraversavo l\u2019Arsenale della Biennale di Venezia con una carissima amica. 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