{"id":655,"date":"2021-03-13T19:17:16","date_gmt":"2021-03-13T18:17:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/?p=655"},"modified":"2021-03-13T19:17:20","modified_gmt":"2021-03-13T18:17:20","slug":"vaccino-covid-19-ovvero-la-perdita-del-controllo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arteguidata.it\/wordpress\/vaccino-covid-19-ovvero-la-perdita-del-controllo\/","title":{"rendered":"\u201cVaccino COVID-19 ovvero la perdita del controllo\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\">Ed anche per me, come per tantissimi colleghi insegnanti, \u00e8 arrivato il momento del vaccino! Cos\u00ec, pimpante e baldanzosa quanto basta, mi sono recata, in una grigia ed uggiosa giornata di marzo, alla Nuvola di Fuksas. Certo la minaccia di pioggia e l\u2019umidit\u00e0 non presagivano nulla di buono, soprattutto se ti aspetta una fila all\u2019aperto, ma il cuore era colmo di luce perch\u00e9 si sarebbe aperta, al termine di un corridoio buio pesto, una porta alla speranza. Tutto aveva un alone dorato: la coda, il desk dell\u2019accettazione, il colloquio pre-vaccino, l\u2019attesa col braccio scoperto ed il limbo di osservazione prima dell\u2019uscita. Mi sono sentita come al Grand Hotel Excelsior: gentilezza e premura, miste a scherzosit\u00e0 dei medici, degli infermieri e delle hostess. Un\u2019organizzazione tedesca con la creativit\u00e0 tutta mediterranea. A questo si \u00e8 aggiunto l\u2019insolito piacere di poter stare seduta, dedicando del tempo ai miei liberi pensieri, senza l\u2019ansia che accompagna le persone consce di avere tante altre cose da fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Il riposo fisico e mentale, non \u00e8 durato molto, ahim\u00e8. E subito la corsa per fare la spesa, per prendere Livia a scuola e per cucinare. Gi\u00e0 all\u2019apertura della porta di casa il primo presago segnale: micro palline di polistirolo sparse per tutto il soggiorno. La base della torta di cake design, che conteneva residui di pan di zucchero e, da me tapina, lasciata all\u2019ingresso in attesa di essere gettata, era stata l\u2019oggetto del desiderio del cane. Ma tutto ci\u00f2 non \u00e8 stato sufficiente a scoraggiarmi, l\u2019aspettativa di una vita nuova era ancora in me. Il pomeriggio dei compiti di mia figlia, perfino, \u00e8 trascorso lieto, soprattutto perch\u00e9 mi sentivo priva dei sintomi post-vaccino di cui mi avevano riferito i colleghi. E, quasi quasi, ne godevo, perfino, di gusto. Poi, con la rapidit\u00e0 del clic dell\u2019interruttore della luce, dolori per tutto il corpo, febbre, brividi e mal testa. Vabb\u00e8, con una tachipirina ed il riposo tutto passer\u00e0, mi son detta. Il sonno mi ha colto nel giro di un nano secondo ed il letto mi ha accolta amabilmente. Poi, nel cuore della notte, rumori strani, sinistri, sospetti. Il risveglio con la testa di piombo, le gambe di burro, il viso infuocato ed il gelo nelle membra. In una nuvola, non di Fuksas, ma di incoscienza, mi sono lanciata alla ricerca dei rumori e, poi, la vista del disastro: Isotta, bella di mamm\u00e0, la bassotta a pelo ruvido pi\u00f9 stupenda del mondo, vomitava e defecava palline bianche. Come in un film horror e nello sforzo fisico pi\u00f9 sovrumano, mi sono lanciata nella pulizia ed igienizzazione della casa e, naturalmente, nella cura della malata. Quando tutto \u00e8, pi\u00f9 o meno, terminato, mi sono lasciata andare sul divano per sorvegliare la situazione, ma i dolori diventavano pi\u00f9 forti, amplificati dalla scomodit\u00e0 del supporto, e la febbre sempre pi\u00f9 alta. In attesa di poter prendere un\u2019altra tachipirina, il tempo \u00e8 trascorso tra momenti di dormi-veglia, misti a deliri e le immagini si rincorrevano e susseguivano come nei fotogrammi di un film: cane stecchito con fuoriuscite anali e orali di polistirolo, casa allo sbaraglio con vestiti, oggetti, carte, stenditoio alla rinfusa per abbandono di essa a causa del mio stato, di nuovo cane morto, alunni con orecchie e code d\u2019asino che festeggiavano la mia assenza, ballando sfrenati in un paese dei balocchi trasformato in discoteca, poich\u00e9 echeggiava in me la certezza che il giorno seguente non sarei stata in grado di andare al lavoro, ancora cane defunto, un tre in storia sul registro elettronico di mia figlia, perch\u00e9 non avrei potuto seguirla nei compiti in quello stato, e, ovviamente, a seguire, sepoltura del cane. Poi alle 5.00, la sospirata tachipirina e dopo mezz\u2019ora, finalmente il riposo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Il giorno dopo, infoderata nel lettuccio, mi sono abbandonata alla mia temperatura incandescente e ai dolori muscolari, ma libera dal carico mentale quotidiano, mi sono goduta il riposo e le coccole dei familiari, amici e colleghi che mi chiedevano come stessi. Vada come vada! Ho deciso che per un giorno, dopo anni, potevo concedermi la perdita del controllo e godere del positivo che si pu\u00f2 trovare anche nelle situazioni spiacevoli. Magari la casa si autorigenerer\u00e0, gli alunni si dispereranno per la mia assenza, la figlia prender\u00e0 dieci in storia e, ovviamente, il cane produrr\u00e0 gelsomini!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong>di FaTima GiorDano<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ed anche per me, come per tantissimi colleghi insegnanti, \u00e8 arrivato il momento del vaccino! 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