Ieri, 27 novembre 2025, è stata inaugurata la nuova mostra curata da Franco Riccardo, un percorso espositivo che rimette al centro la figura umana e la sua inesauribile capacità di raccontare il nostro tempo. A popolare gli spazi di Teleclub Italia
a Giugliano di Napoli, sono le opere di due artisti: Enzo Esposito Cumani e Davide Stasino, protagonisti di una rassegna che resterà aperta per i prossimi sei mesi.In particolare, l’amico e artista Davide Stasino presenta una selezione delle sue più recenti opere pittoriche, accompagnate da una scultura. L’insieme restituisce con forza una riflessione quanto mai attuale sul vortice di omologazione e appiattimento che sembra avvolgere l’essere umano contemporaneo. Osservando i suoi lavori, ieri, mi sono ritrovata a interrogarmi su un aspetto che da tempo mi incuriosisce, e che alla fine gli ho rivolto apertamente:
Domanda:Davide, hai una musa ispiratrice come Hopper (Josephine), Dalì (Gala), Klimt (Adele Bloch-Bauer), oppure ti ispiri a un ideale di donna nato dal tuo immaginario? È un tuo personale ideale di bellezza a guidare la rappresentazione femminile nelle tue opere?
Risposta:
Sì, ho una musa ispiratrice che utilizzo in molti dei miei lavori. Essa rappresenta un contatto profondo con il mondo reale umano, ma in una dimensione intima e personale. Spesso la ritraggo in modo che i tratti del suo volto siano ben visibili, poiché credo che il volto parli di emozioni e storie che vanno oltre il semplice aspetto fisico.
D’altra parte, le modelle con il volto cancellato che uso frequentemente provengono principalmente da immagini trovate su Internet. Quest’assenza di identità e umanità è per me un simbolo potente: in un’epoca in cui la nostra società è pervasa da un’overdose di stimoli visivi, i corpi e i volti rischiano di diventare solo degli involucri, privi di profondità e significato. In questo contrasto tra presenza e assenza, cerco di esplorare e rappresentare l’universo femminile in tutte le sue complessità, mettendo a confronto idealizzazione e realtà.






